Revenge

Revenge è un capolavoro del cinema di genere. Assolutamente da vedere. Un brutale revenge-rape movie dell’esordiente Coralie Fargeat con protagonista la bravissima Matilda Lutz.

Il classico revenge movie ha un soggetto essenziale diluito in tre fasi: lo stupro di una ragazza, la sua sopravvivenza e la vendetta finale della vittima. Un soggetto tanto lineare quanto pericoloso da gestire. La talentuosa Fargeat riesce a governare la trama perfettamente con uno stile grandioso e lo fa da un’insolita prospettiva femminile (femminista?) per il genere.
All’inizio del film ci vengono presentati i personaggi. Una ragazza e tre uomini diversamente laidi: uno stupratore, un traditore e un ignavo. La giovane, provocante e sciocca, all’inizio sembra essere solo un oggetto sessuale di contorno.

Questi tre uomini d’affari, con la passione per la caccia, si ritrovano una una lussuosa dimora in mezzo al deserto: in questo non-luogo, raggiungibile solo in elicottero, avvengono le prime violenze e si compie il massacro finale.

Il film è completamente affidato alla bravura della Lutz che interpreta un personaggio memorabile che si evolve e da stereotipo maschilista diventa nemesi; risorge dalla morte e porta a compimento la sua efferata vendetta attraverso una perfetta trasformazione sia corporea che interiore. La scia che questa vendicatrice lascia dietro di sé si sostanzia in ettolitri di sangue che si asciugano al sole del deserto, firma ironica, gore e dissacrante di tutta la pellicola.

Se nella prima parte della pellicola il fondoschiena della protagonista è soltanto un oggetto del desiderio successivamente diventa un’orgogliosa affermazione machista al pari dei muscoli esposti di un John Rambo del passato.

Anche se gli spettatori in sala non capiscono quando devono ridere e ridono quando non capiscono (ad esempio per l’imbarazzo provocato da certe scene) il film è debitamente inframezzato da situazioni tragicomiche in perfetto stile francese.

La sequenza finale del massacro nell’appartamento è da manuale ma tutto il film è visivamente affascinante, calibrato nelle scene di collegamento e spettacolare nelle sequenze di pura violenza. Fantastico. Non c’è altro da dire.

È un film intelligente e sicuramente pieno di sottotesti che lasciamo ai critici. Questo film è la dimostrazione che, con la mediazione del genere, si può fare anche un film politico senza scadere nella retorica. Qualcuno dice che sia un film femminista e il femminismo votato al massacro è il mio preferito.

By | 2018-07-11T21:47:53+00:00 dicembre 27th, 2017|Cinema|0 Comments

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