Annabelle: creation

Annabelle: creation è un film del 2017 diretto da David F. Sandberg. È il secondo spin-off del film horror L’evocazione – The Conjuring e prequel del film Annabelle del 2014 diretto da John R. Leonetti.

Il film introduce la storia di Samuel Mullins, un artigiano che costruisce bambole. Mullins perde la figlia Annabelle in un tragico incidente. Dodici anni dopo la tragedia i coniugi Mullins decidono di ospitare in casa un gruppo di ragazze provenienti da un orfanotrofio. Nella grande casa del signor Mullins c’è una stanza che deve rimanere chiusa. Di notte Janice, una delle ragazze ospiti, si intrufola nella stanza interdetta in cui, in un armadio, era stata confinata l’inquietante bambola di Annabelle. I guai iniziano appena liberata la bambola, posseduta da una presenza maligna.

Nel cinema horror le tematiche paranormali sono sempre più presenti. Negli ultimi anni infatti (perlomeno nelle grandi produzioni) è stato un po’ messo da parte il genere slasher o torture. Tutta la saga The Conjuring o il film Deliver Us from Evil sono esempi di questa tendenza. Questa inclinazione dell’horror contemporaneo, secondo me, non è un male. In primis perché non riduce il genere a semplice pornografia (Hostel, Saw) e infine perché riesuma tematiche più letterarie. Questi nuovi horror paranormali sono tutti un po’ figli dell’Esorcista.

Veniamo al film. Il problema principale del film è essenzialmente la sceneggiatura, che partendo da un soggetto minimale e potenzialmente molto efficace (seppur abusato) difetta di realismo e riesce in modo incomprensibile a creare confusione.

Si può credere che esista una bambola posseduta. Per lo meno per la durata di un film. Il fenomeno si chiama sospensione dell’incredulità. Sortire questo effetto è la missione implicita un buon film. Tuttavia affinché ciò avvenga nella mente dello spettatore, oltre all’utilizzo di una regia e di un montaggio trasparente, la sceneggiatura e tutti i dettagli di contorno devono essere coerenti. Più il soggetto è assurdo più la scrittura deve essere attenta. Poniamo il caso che una bambola del genere esista e che l’unico modo per renderla innocua (dato che probabilmente non può essere distrutta) sia quello di confinarla in un pertugio tappezzato di pagine tratte dalle sacre scritture. Bene. Perché allora allestire questa stanza nel ripostiglio di casa? Che senso ha rinchiudere in casa un oggetto così pericoloso? Inoltre, chi mai si sognerebbe di tenere in casa una bambola di tale bruttezza? Comprerei da Leroy Merlin una cassaforte in metallo con apertura combinata col massimo grado di resistenza secondo normativa, la tappezzerei con pagine contenenti la preghiera a San Michele Arcangelo, la porterei più lontano possibile da casa e la butterei in un pozzo o in fondo al mare. Forse si può trovare una soluzione migliore ma diciamo che mi accontenterei che la bambola possa rimanere ragionevolmente nascosta lontano da me almeno per il resto della mia vita. Invece no, mettiamola al piano di sopra.

E questa è solo una pecca. Se si trattasse di un prodotto autentico si potrebbe anche soprassedere, nessuna pellicola è perfetta. Tuttavia il film peggiora proseguendo. Ad un certo punto infatti il caos si appropria della mente dello sceneggiatore.

La bambola (o l’essere che se ne è impadronito) manifesta in modo casuale dei poteri di entità troppo diversa. All’improvviso possiede Janice, fa a pezzi le persone (poco prima era solo una bambola che ruotava la testa) e questo passaggio graduale verso un potere di natura superiore non è percepibile.
Inoltre verso la fine coesistono una bambola posseduta, il fantasma della bambina morta, un demone (se non il diavolo in persona), una foschia nera, Janice posseduta, uno spaventapasseri posseduto, un cadavere posseduto; e teoricamente dovrebbe essere la stessa entità. Questo affastellamento di eventi sembra giustificato solo dall’avvicinarsi del film alla sua conclusione. Bisogna davvero fare uno sforzo per raccapezzarsi. In fondo già averci provato è persino troppo.

Questa è la stessa sciatteria con cui si scrivono film ben più ambiziosi. Non importa quanti soldi si siano spesi, quali attori e quale regista sia stato ingaggiato. Quando in un film trovate errori di sceneggiatura come questi siete di fronte solo alla sorella maggiore di Annabelle.

 

Hai una strana sensazione? Leggi qui.

 

By | 2018-07-11T21:50:07+00:00 agosto 13th, 2017|Cinema|0 Comments

Leave A Comment